Mondo Maratea - Arte cultura, natura - Parco Nazionale del Pollino

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Il Parco Nazionale del Pollino è stato istituito nel 1993, copre una superficie di 192.565 ettari, con circa 172.583 abitanti distribuiti generalmente su comuni piccoli e piccolissimi di cui 24 in Basilicata e 32 in Calabria.  

A cavallo tra due regioni, Basilicata e Calabria, e tra due mari, il Tirreno e lo Ionio, il Parco Nazionale del Pollino è oggi l’Area protetta più estesa d’ Italia. Il territorio presenta una morfologia prevalentemente montuosa, nella quale spiccano tre massicci appartenenti all’ Appennino meridionale Calabro- Lucano: il massiccio del Pollino, situato al centro del Parco; a Sud- Ovest , il complesso dei Monti dell’ Orsomarso e nel settore settentrionale si erge isolato il Monte Alpi.

Il Pollino, segna con il suo crinale, disteso lungo la direttrice Nord- Ovest, il confine tra le due Regioni, ed è il gruppo montuoso più elevato dell’Appennino Meridionale,  con le cime più alte e più rappresentative: Serra Crispo (2053 m), Serra della Ciavole (2127 m), Serra del Prete (2180 m), Monte Pollino (2248 m) e la cima più alta Serra Dolcedorme (2266 m). A Nord, il versante lucano del massiccio si affaccia sulla valle del fiume Sinni con pendici più dolci; sul versante calabrese, a Sud, sulla Piana di Castrovillari con un paesaggio aspro e selvaggio.

Conserva tracce delle ultime glaciazioni testimoniate dai depositi morenici e dai massi erratici nel Piano di Acquafredda e nei Piani del Pollino. I Monti dell’Orsomarso costituiscono invece l’ossatura orografica della zona meridionale del Parco, collegati, in un continuum geografico, con il massiccio del Pollino attraverso l’altopiano carsificato di Campotenese e le cime di Cozzo Pellegrino, Monte Palanuda, la Montea. Il complesso racchiude una straordinaria varietà di paesaggio contrapposta a una semplice conformazione orografica. Nessuna delle cime del complesso sfiora i 2000 m di quota: Cozzo Pellegrino arriva a 1987 m, mentre la Mula tocca i 1935 m. A settentrione, in posizione marginale nell’ambito del territorio del Parco, si erge isolato il Monte Alpi (1900 m). Si tratta di un interessante fenomeno geologico che finora non ha trovato una spiegazione univoca. Gli studiosi infatti non sono riusciti ancora a spiegare come questa piattaforma carbonatica appartenente alla placca abruzzese- campana abbia potuto collocarsi nella posizione attuale. I sistemi fluviali, che dividono il territorio del Parco in bacini ben definiti, sono pregevoli per la ricchezza di corsi d’acqua e sorgenti, alcune delle quali dalle proprietà oligominerali o termali. A Nord, il bacino fluviale del Sinni, il corso d’acqua più importante del versante lucano del Parco, è alimentato da due importanti affluenti, il Frido e il Sarmento. Il primo, a carattere torrentizio, nasce dal Piano Iannace, nel cuore del massiccio a 1800 metri di quota. Attraversa dapprima i Piani di Vacquarro, poi un maestoso bosco ricco di cerri e faggi, il Magnano, da dove raccoglie le acque del torrente Peschiera, e conclude la sua corsa nei pressi dell’antico convento del Ventrile di Francavilla sul Sinni. Il secondo, il Sarmento, nasce nei pressi di Casa del Conte, una frazione di Terranova di Pollino, attraversa la Gola della Garavina, un profondo canyon di spettacolare bellezza, per immettersi nel Sinni a Ovest di Valsinni. Le acque convogliate da Serra delle Ciavole, Toppo Volturno e Falconara alimentano il torrente Raganello, corso d’acqua famoso per la sue Gole nate dall’azione combinata dell’erosione fluviale e dai movimenti tettonici.

Sede: complesso monumentale Santa Maria della Consolazione - Rotonda (PZ)

Info: parcopollino.gov.it; Tel: +39 0973 669311

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